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Il futuro post-pandemia? Un Lucca City Lab sul modello di Torino

Lucca

 

Il coraggio delle idee. È la paura, quella della morte, che ci tiene inchiodati e fermi, certo in casa, insieme e nello stesso momento vicino ai nostri cari e lontano dai nostri cari, ma non solo mi permetta. Ci tiene inchiodati e fermi anche dentro, immobili nel pensiero, quasi nell’attesa che tutto passi, come se questa da sola potesse essere una soluzione. Ci sarà chi piangerà per il dolore, chi ha perso il lavoro, chi pur non avendolo perso non saprà o non riuscirà a riconfigurare quello che aveva e quindi lo perderà dopo poco, ci saranno spazi per nuove attività, ci sarà chi sarà più povero e chi più ricco, nuovi equilibri comportano inevitabilmente nuovi assetti. Prevarranno la cautela e la prudenza e il distanziamento sociale permarrà a lungo con evidenti conseguenze sui luoghi della socialità e della ricreatività. I piccoli segnali di ripresa in Cina sono in questa direzione e non vi è motivo di pensare che da noi sarà diverso.

Viviamo in una città di provincia, una come tante altre per dimensione e popolazione nel nostro Paese, ma con qualità che si sono formate e radicate nel tempo e che la contraddistinguono insieme ai suoi simboli: le Mura ne rappresentano l’identità, l’Associazione dei Luchesi nel mondo ne è idealmente la collettività, la Scuola IMT Alti Studi Lucca ne è la cultura e la conoscenza.

Ho un osservatorio privilegiato, frequento un ambiente universitario dinamico, mi confronto nelle diversità con i colleghi, con gli studenti di dottorato che presentano ricerche innovative e di frontiera, come quelle sulla resilienza dei sistemi sociali e l’intelligenza economica di sciame, ricevo continui stimoli che provo a tradurre in azioni utile e concrete per il tessuto produttivo e sociale di Lucca e insieme del nostro Paese. In questi giorni mi sveglio di notte, non dormo al pensiero di come fornire il mio contributo, penso che ognuno lo possa fare impegnandosi di più e al meglio in quello che sa fare, ma sopra ogni cosa penso a come contrastare la paura. Ho una sola risposta: con il coraggio delle idee.

Civil servant. Quel coraggio, ben diverso dall’ottimismo fine a se stesso, che nel mio vivere quotidiano provo a praticare. È il mio modo di rispondere e contribuire per quello che sento e provo. Nel mio piccolo sono a disposizione, come civil servant, di tutti coloro che possano o vogliano discutere di come tentare una risposta, lo sono per i miei studenti ma non solo, sto cercando di organizzare in luoghi aperti, quando sarà possibile, altrimenti anche via social, occasioni di confronto e discussione nei quali offrire analisi e pensare soluzioni.

Il momento è critico, quando ci sono le difficoltà si può guardare al futuro con minore apprensione o serenità se vi sono le qualità. La nostra città ne ha molte, pensare di chiamarle a raccolta a beneficio di un progetto che si connoti per una visione audace e di prospettiva è una possibilità concreta che può tutelare il benessere collettivo e la propria storia.

Lucca City Lab. Il progetto al quale penso è Lucca City Lab sull’idea di Torino City Lab (www.torinocitylab.it) o di altri esempi che si possono rintracciare nel mondo. La città di Lucca come luogo dove progettare e testare le soluzioni del futuro, comprenderne le ricadute e valutarne l’accettabilità e l’impatto sociale, un insieme di azioni coordinate che riavvicino e infondano fiducia, voglia di sperimentazione e che possano innescare crescita.

Un luogo dove la tecnologia si misura con i bisogni reali per offrire soluzioni nuove per migliorare la qualità della vita e la promozione della sostenibilità ambientale e sociale su una scala urbana provinciale che può fungere da prototipo anche per altre città. Dati di vita economica e sociale a disposizione di tutti per promuovere politiche di sviluppo orientate all’innovazione digitale, all’internet delle cose e al rapporto con l’industria, all’intelligenza artificiale e alla robotica per una nuova offerta di servizi al cittadino e al turista, ricorso a veicoli a guida autonoma e connessi per una nuova visione della mobilità urbana, uso dei droni per servizi di interesse pubblico.

Chi ha tempo non aspetti tempi. Prepararci per allora, ecco il senso di queste poche righe, costruire un progetto audace e di prospettiva al quale ispirarsi improntato a tempismo e intraprendenza delle scelte da porre in essere quali singoli, cosa può fare ognuno di noi, e quale collettività, le scelte di indirizzo locale della politica a sostegno e protezione del benessere collettivo che tanto dipende dal processo di creazione di valore economico e sociale

Mai come in questo momento il tempismo è importante, arrivare in anticipo o in ritardo con la piena ripresa e con quanto sarà necessario avere a quel tempo non servirà: serve e servirà esserci nel momento del bisogno con soluzioni concrete e immediate affinché le difficoltà si possano affrontare e combattere a viso aperto. Quello è il punto focale, il faro guida; chi ha tempo non aspetti tempo.

Download: Nicola Lattanzi, “Il futuro post-pandemia? Un Lucca City Lab sul modello di Torino”, La Nazione – Lucca, 16 aprile 2020.